giu 16

Come proteggersi dai furti di iPad

E se smarriste il vostro iPad?

Diavolo, sarebbe una giornata nera.

Sia se venisse smarrito sia che venisse rubato.

In tal caso é bene che sappiate che:

1. E poco probabile che qualche buon samaritano ve lo riporti.

2. Quel qualcuno avrà accesso a tutti i vostri dati, le vostre foto, password già salvate in app come ebay, amazon, mail, paypal eccetera.

Vi presento una soluzione molto semplice, sullo stile dei più classici film di spionaggio: impostare l’autodistruzione.

Cancellazione dei dati su iPad con il metodo password autodistruzione

Si imposta una password, E dopo dieci tentativi di forzatura falliti, iPad si inizializzerá, portando con se nell’oblio informatico anche i vostri preziosi dati e ricordi.

Fedele fino all’ultimo estremo istante, come solo iPad sa essere.

Certo, iPad potrà ancora essere utilizzato, ma avranno solo il suo corpo e non la sua anima.

La procedura e semplice. Dalle impostazioni andate su generali, poi su blocco con codice e impostate una password. Spuntate infine l’opzione inizializza dati.

Questo non vi ridarà il vostro fedele compagno, ma almeno dormirete sonni più tranquilli…

Altri articoli correlati:

  1. Rubati dati sensibili di milioni di utenti Android
  2. Disponibili i dati sul quarto trimestre Apple: iPad continua a crescere
  3. Vedo, la cover ideata da Tucano, per proteggere il guscio di iPad 2
  4. Private pics for iPad: per tenere al sicuro ciò che volete
  5. Guida: configuriamo Google Sync con iPad – il MobileMe è gratis (terza parte)

2 risposte a “iPad: come proteggere i dati in caso di furto”

  1. Thomas scrive:

    Ottimo! però devo segnalare la stupidità della gente, al media della mia città ci sono diversi ipad per il pubblico, con tanto di linea wifi per navigare e su 5 ho trovato le mail private lasciate dalle persone che prima le hanno configurate, hanno scaricato i messaggi e poi le hanno lasciate a disposizione di tutti…e poi ci si interroga sulla coscienza informatica delle persone

  2. Marco scrive:

    Hai ragione, molti non si rendono conto dei rischi; stesso discorso vale per i computer in biblioteche ecc.

Lascia un commento