apr 05

(segue da iPad, iPhone e multitasking, sfatiamo qualche mito… (parte 1))

Non avere un hard disk, difatti, vuol dire non poter creare un file di swap.

(Brevemente: quando un sistema esaurisce la RAM a sua disposizione, per esempio perché abbiamo avviato molti programmi, sposta alcuni dei processi attivi in un file (od una partizione) speciale sul disco rigido, in modo da poter far spazio in RAM per i nuovi programmi avviati. Quando poi deve essere eseguito uno dei processi che erano stati spostati nello swap il sistema lo riporta nella RAM, spostando se necessario un altro processo dalla RAM allo swap e via di seguito).


Una memoria flash ha un numero di cicli di lettura e scrittura molto inferiore a quello di un normale hard disk per cui se la utilizzassimo per salvare un file di swap ne accorceremmo la vita in maniera sensibile.

Consideriamo ancora due cose. La prima: diversamente da quanto avviene su altri sistemi, le applicazioni per iPad ed iPhone sanno quanta memoria hanno a disposizione e sono conseguentemente concepite per funzionare con quella data quantità di memoria. La seconda: l’iPhone OS è dotato, come molti altri sistemi, di un meccanismo detto OOM (out of memory) Killer, il cui compito è di terminare le applicazioni che esauriscono completamente la memoria.

Proviamo un attimo a pensare che cosa accadrebbe se le applicazioni potessero usufruire del multitasking. Avremmo sicuramente più applicazioni attive contemporaneamente, una di queste in primo piano e le altre no, e ciascuna di queste consumerebbe la sua buona dose di memoria.

Ma, come abbiamo detto nella prima parte di questo articolo, ogni applicazione è stata scritta pensando di avere un certo quantitativo di RAM a disposizione, per cui sarebbe molto probabile che, essendo tutte attive assieme, ne consumerebbero troppa e l’iPhone OS, tramite l’OOM Killer, sarebbe costretto a fare un po’ di “pulizia”, terminandone almeno alcune.

A questo punto un ipotetico utente di questo sistema potrebbe voler riportare in primo piano un’applicazione che aveva lasciato in secondo piano per un po’ e continuare ad utilizzarla dal punto in cui l’aveva lasciata. Sicuramente non si aspetta che nel frattempo questa applicazione sia stata terminata, perdendo anche eventualmente tutti i dati non salvati.

Risulta chiaro, quindi, quanto sia difficile supportare il multitasking in un sistema con poca memoria e senza swap. Ovvero, Apple potrebbe benissimo supportarlo anche adesso, dato che i devices ed il sistema operativo lo consentono, ma, stando così le cose, tutto quello che otterremmo sarebbe di avere le nostre applicazioni terminate in continuazione, una funzionalità di certo non molto utile. (continua….)

Altri articoli correlati:

  1. iPad, iPhone e multitasking, sfatiamo qualche mito… (parte 3)
  2. iPad, iPhone e multitasking, sfatiamo qualche mito… (parte 1)
  3. iPad potrebbe essere dotato di Multitasking dalla versione 4.0 di iPhone OS
  4. iPhone OS 4.0: Multitasking su iPad
  5. Cydia Backgrounder: abilitare il multitasking su iPad

2 risposte a “iPad, iPhone e multitasking, sfatiamo qualche mito… (parte 2)”

  1. [...] This post was mentioned on Twitter by Apple iPad Italia. Apple iPad Italia said: ipad italia : iPad, iPhone e multitasking, sfatiamo qualche mito… (parte 2) http://bit.ly/99DHEL [...]

  2. [...] iPad, iPhone e multitasking, sfatiamo qualche mito… (parte 2) apr 05 [...]

Lascia un commento